Fregate Classe KIMON (FDI HN): Una Piattaforma di Difesa Aerea d’Area ad Alta Intensità per la Marina Ellenica
1. Introduzione | Perché KIMON?
Negli ultimi dieci anni, il Mediterraneo Orientale e il Mar Egeo sono diventati non solo aree di competizione geopolitica, ma anche uno dei principali teatri di operazioni navali e aeree ad alta intensità. L’ambiente operativo regionale sta attraversando una trasformazione radicale, guidata da attacchi di saturazione missilistica, da tecnologie sottomarine sempre più silenziose e a lungo raggio e dalla proliferazione di piattaforme aeree e marittime senza equipaggio (UAV/USV). In questo nuovo ecosistema, la generazione del potere navale dipende meno dal numero di piattaforme e più dalla velocità e dalla continuità del ciclo rilevamento–decisione–ingaggio.
In queste condizioni, il possesso di sole piattaforme multiruolo convenzionali non è più sufficiente; le piattaforme digital-native, capaci di offrire un’elevata fusione dei sensori, una forte resilienza cibernetica e un’architettura di difesa stratificata, non rappresentano più una scelta ma una necessità. In particolare, la capacità di generare una difesa aerea d’area a livello di gruppo navale emerge come uno degli elementi decisivi delle operazioni navali moderne.
La classe KIMON (FDI HN – Frégate de Défense et d’Intervention della Marina Ellenica) nasce in questo contesto come la derivazione operativamente più aggressiva e orientata alla potenza di fuoco dell’architettura Belharra di Naval Group. A differenza del concetto FDI sviluppato per la Marina francese, che privilegia agilità, persistenza in pattugliamento e versatilità di missione, la variante greca rappresenta una capacità di deterrenza massima concentrata in uno scafo relativamente compatto.

Grazie alla loro architettura digital-native, queste unità sono concepite non solo come piattaforme individuali, ma come nodi di difesa aerea d’area ad alto valore all’interno di un gruppo navale. In questo senso, la classe KIMON deve essere valutata come una famiglia di piattaforme strategiche destinata a fornire una trasformazione qualitativa alla struttura delle forze della Marina Ellenica, piuttosto che un semplice incremento quantitativo.
2. Origini del Programma | Lacuna Dottrinale e Scelta Strategica
Per molti anni, la forza di superficie della Marina Ellenica si è basata sulle fregate classe Elli (Kortenaer) e sulle piattaforme classe MEKO 200HN. Tuttavia, il raggiungimento di fatto del fine vita tecnologico della classe Elli e la necessità di una modernizzazione approfondita della classe MEKO 200HN hanno creato una significativa lacuna di capacità all’interno della flotta.
Dal punto di vista di Atene, la carenza dottrinale più critica è stata l’incapacità di stabilire un’architettura di difesa aerea d’area stratificata, uno dei requisiti fondamentali delle operazioni navali moderne. Le piattaforme esistenti offrono prevalentemente capacità di autodifesa e una protezione limitata dei gruppi navali, risultando insufficienti a generare un ombrello difensivo ampio e persistente contro minacce aeree e missilistiche ad alta intensità.
In questo quadro, quattro fattori principali sono risultati decisivi nella scelta dell’architettura FDI:
- Capacità di difesa aerea d’area: la necessità di creare un ampio ombrello protettivo mediante i missili Aster 30.
- Tecnologia dei sensori: la superiore capacità di scoperta del radar AESA Sea Fire contro minacce a bassa osservabilità e ad alta velocità.
- Consegna rapida e processi digitali: un calendario di consegna prevedibile e accelerato reso possibile dalla progettazione e integrazione digitali.
- Dimensione industriale e strategica: una partnership strategica di lungo periodo con l’industria della difesa francese.
Di conseguenza, la classe KIMON non è stata concepita come una risposta temporanea a un inventario invecchiato, ma come il pilastro di una nuova struttura di forze incentrata sulla difesa aerea d’area.

3. Architettura della Piattaforma | Alta Densità in uno Scafo Compatto
La classe KIMON presenta una configurazione relativamente compatta secondo gli standard moderni delle fregate, con un dislocamento di circa 4.400 tonnellate e una lunghezza di 121,6 metri. Questa compattezza non implica però una rinuncia alle capacità; riflette piuttosto una scelta ingegneristica deliberata volta a concentrare sensori, armamenti e sistemi di missione in un volume di scafo limitato.
Il sistema di propulsione CODAD, con una potenza di circa 32 MW, è stato selezionato per bilanciare resistenza meccanica ed efficienza dei consumi durante pattugliamenti di lunga durata, missioni di scorta di gruppi navali e operazioni sostenute ad alto ritmo.

Il design della prua invertita mira a ridurre gli impatti con il mare formato e a migliorare la stabilità dello scafo. Questa caratteristica è essenziale per garantire il funzionamento stabile e continuo dei sensori integrati sotto l’albero PSIM (Panoramic Sensors and Intelligence Mast), anche in condizioni di mare difficili.

4. Stato Attuale e Calendario di Consegna | Standard-1 e Capacità Progressiva
Le prime unità delle fregate classe KIMON vengono consegnate in una configurazione limitata denominata “Standard-1”, con l’obiettivo di colmare rapidamente il divario di capacità operative. Questo approccio accelera l’ingresso fisico delle piattaforme in servizio, prevedendo al contempo il raggiungimento della piena capacità di combattimento attraverso modernizzazioni graduali.
In questo contesto, le prime due unità, HS Kimon e HS Nearchos, entreranno in servizio senza l’insieme completo delle capacità finali. I principali elementi assenti alla consegna o attivati successivamente sono i seguenti:
- Sistema di lancio verticale (VLS): sebbene l’obiettivo finale sia di 32 celle, le prime due unità saranno inizialmente consegnate con 16; le modernizzazioni previste a partire dal 2027 porteranno questo numero a 32.
- Sistema di difesa di punto RAM: il sistema Mk 31 RAM Block 2B a 21 celle sarà integrato nell’ambito dell’aggiornamento Standard-2.
- Missili da crociera (MdCN / Scalp Naval): le prime tre unità non disporranno inizialmente di questa capacità; solo la quarta, Themistokles, ne sarà dotata fin dalla costruzione.
- Sistema di lancio multiuso (MPLS): l’integrazione di questo sistema, sviluppato contro droni e minacce asimmetriche, è prevista dopo il 2027.
- Attivazione dei sistemi: l’HS Kimon è stata consegnata in una configurazione “ibrida”, con alcuni sistemi installati fisicamente ma non ancora pienamente attivati dal punto di vista software e dottrinale.
5. Differenze Chiave rispetto alla FDI Francese | Ciò che Rende Unica KIMON
La classe KIMON non è una copia uno-a-uno della configurazione FDI standard sviluppata per la Marina francese. Sebbene lo stesso scafo e la stessa dorsale digitale siano mantenuti, le priorità di missione e la distribuzione dei carichi sono state profondamente riequilibrate.
5.1 Priorità alla Difesa Aerea d’Area
Mentre le FDI francesi erano inizialmente pianificate con un’architettura VLS da 16 celle, la classe KIMON è progettata per raggiungere 32 celle Sylver. Questa configurazione consente un carico misto di missili Aster 15 e Aster 30, offrendo capacità sia di difesa locale sia di difesa aerea d’area. Il sistema RAM Block 2B da 21 celle, posizionato sopra l’hangar, costituisce uno strato CIWS critico esclusivo della variante greca.
5.2 Approccio ai Sensori
Il radar AESA Sea Fire di Thales garantisce una copertura continua a 360 gradi tramite quattro pannelli fissi. In scenari di attacco di saturazione, fornisce un’elevata frequenza di aggiornamento dei bersagli e un’eccellente qualità di tracciamento, massimizzando l’efficacia d’ingaggio dei missili Aster.
5.3 Filosofia di Difesa
Mentre le piattaforme francesi privilegiano il sistema di contromisure antisiluro CANTO, la classe KIMON impiega il sistema di esche Sylena Mk1. Questa scelta riflette un approccio allineato con l’infrastruttura logistica esistente della Marina Ellenica e con la sua valutazione delle minacce regionali.
6. Integrazione di Armamenti e Sensori | Allineamento Armamenti–Dottrina
La classe KIMON è gestita dal Sistema di Gestione del Combattimento SETIS di Naval Group, basato su centri dati completamente virtualizzati e ridondanti. Questa dorsale digitale costituisce un elemento chiave che conferisce alla piattaforma una resilienza cibernetica “by design”.
- Difesa aerea: combinazione Sea Fire AESA + Aster 15/30 + RAM Block 2B.
- Guerra antisommergibile (ASW): Kingklip Mk2 e CAPTAS-4 Compact. L’impiego del CAPTAS-4 su uno scafo da 4.400 tonnellate rende la classe una delle piattaforme ASW più potenti del suo segmento.
- Guerra di superficie: 8 × Exocet MM40 Block 3C e cannone principale Oto Melara 76 mm Super Rapid.
- Gestione delle minacce asimmetriche: il centro PCLCMA è ottimizzato contro attacchi a sciame grazie a sensori elettro-ottici panoramici e algoritmi di rilevamento automatizzati.
7. Impatto Geopolitico e Dimensione Industriale
La classe KIMON mira a rafforzare la capacità della Grecia di sostenere le proprie rivendicazioni di ZEE e i corridoi energetici nel Mediterraneo Orientale. I prestiti SAFE (Security Action for Europe) dell’Unione Europea, presi in considerazione per il finanziamento del programma, hanno inoltre alimentato il dibattito sul fatto che tali acquisizioni servano la difesa collettiva contro la minaccia russa o rispondano principalmente a obiettivi di competizione regionale.
Il requisito del 65% di contenuto produttivo europeo imposto da SAFE influenza direttamente l’architettura industriale del programma. Attualmente, i cantieri navali greci partecipano ad attività di fabbricazione limitate e a compiti a minore intensità tecnologica, mentre radar, sensori e sistemi di gestione del combattimento sono interamente importati.
8. Rischi Operativi
- Complessità logistica e di manutenzione
- Elevate esigenze di formazione e personale
- Rischio di sostenibilità dovuto al numero limitato di unità
9. Conclusione | Un Moltiplicatore di Forza Qualitativo
La classe KIMON rappresenta un significativo salto qualitativo, portando la Marina Ellenica da un’era analogica a un’architettura di combattimento in rete, digitale e nativa. Sebbene l’acquisizione progressiva delle capacità possa generare alcune limitazioni operative nel breve termine, essa pone le basi, nel medio periodo, per una struttura di forze incentrata sulla difesa aerea d’area ad alta intensità. Questa variante dell’architettura Belharra, orientata alla potenza di fuoco, si distingue come una famiglia di piattaforme strategiche con il potenziale di influenzare l’equilibrio delle forze navali e aeree nel Mediterraneo Orientale e nel Mar Egeo.




